Che cos'è questo blog?

Per le mamme ma non solo.

Per chi ha bisogno di sentirsi in (pessima) compagnia.

Per sfogarsi.

Per sapere che alla fine, se così tante si lamentano, magari non siamo noi che non andiamo bene, ma forse ce l'hanno raccontata un po' troppo grossa all'inizio.

Come quando ti raccontano del principe azzurro e poi, quando ci vivi assieme, lo strozzeresti un giorno si e un giorno anche sto principe azzurro.

Allo stesso modo ci hanno infocchettato la storia della maternità con cuoricini e angioletti, ma quando ti ci ritrovi tutto questo straripare d'amore e sintonia tu non lo vedi, e ti senti sbagliata.

Non sei sbagliata. Sei una pessima_mamma in ottima_compagnia.


lunedì 21 marzo 2011

La Storia di Contessa

Mia figlia è nata dopo 18 ore di parto.

Me l'hanno portata in camera alle sette dopo tre ore di sonno e mi hanno guardata come fossi una pazza assassina per la faccia stravolta che avevo quando l'ho guardata con paura.

Non riuscivo ad attaccarla al seno perché avevo un capezzolo un po' balordo (tanto seno ma poco appiglio) e dopo un po' di proteste mi hanno dato un paracapezzoli che mi ha aiutata a tirarli fuori...poi piano piano son riuscita a non usarlo più (anche perchè le ostetriche erano già lì a storcere il naso).

Nonostante il consiglio del neonatologo fosse quello di darle il latte ogni 3 ore e mezza circa, dal corso preparto e dalle ostetriche in ospedale mi è stato 'insegnato' che dovevo attaccare mia figlia ogni volta che lo chiedeva lei.
Bello, molto. Peccato che una neomamma senza donne in famiglia che abbiano mai allattato in vita loro non sappia esattamente cosa vuol dire 'quando lo chiede lei'.

E quindi mi sono ritrovata in un loop infernale nel quale la pupa (che cmq era un bel vitellino di 52cm x 3,7 kg già alla nascita) si attaccava al seno 10 volte al giorno ma anche 12 durante gli scatti di crescita.
Io credevo di morire.

A parte il blues del dopoparto per via di questa cosa passavo le mie giornate praticamente chiusa in casa impossibilitata a muovermi più di tanto perché sola, perché pudica e quindi non tanto pronta a tirar fuori la tetta ovunque ecc..ecc..

Fortunatamente sono inciampata in quel libro che parla di come parlano i bambini...che di cavolate ce ne sono alcune anche in quello (tipo l'allattamento monotetta) ma che almeno ha il pregio di farti capire che non è sbagliato 'venirsi incontro' e stabilire dei ritmi pappa gioco nanna che mantengano serene le mamme e i loro pargoli.
Ho vissuto 4 mesi da incubo che non auguro alla più s..a del pianeta, giuro... Avrei voluto che qualcuno mi aiutasse invece di farmi sentire in colpa perchè mi rifiutavo di vivere come un distributore del latte e stavo male per questo.

Poi è andata a finire che a 6 mesi ho iniziato lo svezzamento, la paciocchetta ci ha preso gusto, ho iniziato eliminando la poppata della merenda perché era sazia con la frutta, poi quella del dopo cena perché non ne voleva e via così finchè a circa sette mesi ha girato il viso urlando e inarcando la schiena quando ho provato a darle il seno a colazione.

In quel momento (mi vergogno a dirlo) mi sono sentita quasi abbandonata e però beh...era FINITA: non lo voleva più!

Nonostante i pianti la rabbia la fatica la disperazione quel momento è stato uno dei più tristi e importanti della nostra storia di madre e figlia ma anche uno dei più lieti della mia storia di donna.
E quindi oggi che ho mangiato la foglia COL PIFFERO che attaccherò il Mini Conte under construction al seno ogni volta che vorrà un ciuccio, una coccola, da mangiare ecc...

Mi ci gioco la testa che avrò delle 'ricadute' ma almeno ora ho un'idea di cosa mi aspetta e di come desidererei impostare tutta la faccenda.

5 commenti:

A Prova di Mamma ha detto...

Tracy Hogg forever! decisa, ma materna. Decisamente lo rileggerò dall'inizio alla fine se avrò un altro figlio. E comunque mi sembra che te la sei cavata alla grande: mamme come te (come noi, come tutte) meritano CONGRATULAZIONI, non sensi di colpa! ;-)

Contessa ha detto...

sarà ma a me viene da piangere ancora adesso a ripensarci :-)

Oh mamma ha detto...

L'allattamento a richiesta è già un delirio con il primo figlio, ma è praticamente impensabile con i secondi, terzi ecc.. Una deve anche uscire, mangiare, lavarsi e soprattutto ocuparsi anche dei figli svezzati, che già hanno le crisi di gelosia...

Contessa ha detto...

ma poi SAPERE che cosa vuol veramente dire 'a richiesta' perchè non sempre il pianto è sinonimo di fame. magari vogliono l'odore della mamma, magari hanno caldo, magari hanno sonno e tu giù lì con la tetta.
un incubo.-

Finalmentemamma ha detto...

contessa io per quanto riguarda l'allattamento non posso capirti,tranne per la parte del bibe...però certo che la tua amica ha tutte le ragioni del mondo...e te lo dice una che piangeva davanti al biberon...non devi assolutamente sentirti incolpa...sei stata e sei una bravissima mamma (per quel poco che ti conosco leggendo il tuo blog!) e lo sarai anche con il piccolo e anche senza allattamento a richiesta...evviva gli orari!!!